la storia

PROLOGO
Da qualche tempo era nata una solida amicizia tra un gruppo di studenti di Ingegneria con la passione per il
mondo delle due ruote. Ore rubate allo studio erano passate a parlare, a leggere riviste specializzate, a fare piccoli e grandi progetti di viaggi, vacanze…
Seduti sulle scale della facoltà o di fronte ad un caffè i baldi giovani parlavano e parlavano…
L’IDEA DEL MOTOGRUPPO
Come tutti i grandi progetti, l’idea nacque durante una seduta al pensatoio.
Fu Luca (che ancora non era JoeBar) a partorire, in quel momento di intima concentrazione, la domanda che avrebbe poi rivolto agli altri durante la quotidiana riunione…
LA DOMANDA
Il giorno dopo, Luca (che ancora non era JoeBar) al suo arrivo in facoltà si trovò davanti Carlone e Pressure (che già erano Carlone e Pressure).
Mattina presto, e circa 300 Kg di carne assonnata quasi equamente divisa in tre corpi si fronteggiavano con aria da serial killer…
L’esordio di Luca:
- Ragazzi, ieri al bagno ho pensato una cosa, che ne dite se formiamo un motogruppo e ci facciamo dare una
bacheca?
Attimo di silenzio…
- Davvero, così abbiamo un posto dove trovarci, un punto di riferimento
Attimo di gelo…
- E poi possiamo magari farci vedere e raccogliere un po’ di gente, così vediamo quanti sono i motociclisti
in questo schifo di posto…
Una voce dall’oltretomba:
- SI…PUO’…FA…RE!!!
E’ Carlone che si è magicamente scosso dal torpore mattutino, e con gli occhi spalancati comincia a pensare ad alta voce: dunque per fare un motoclub ci vuole troppa roba la sede lo statuto i soldi meglio un gruppo universitario bisogna che mi informi su cosa ci vuole si ora domando in giro faccio la richiesta per la bacheca ci vuole una lettera no ci vado di persona è meglio devo sentire i bidelli no la segreteria vado direttamente dal preside…
Dopo qualche minuto di trance Carlo si sveglia e con flemma inglese dice agli altri:
- Si, può essere un’idea ma forse ci vogliono un po’ di cose, mi informo io con calma e vi faccio sapere.
GLI SVILUPPI DELL’IDEA
Il sasso era stato lanciato nello stagno, ed ora le onde si espandevano e agitavano tutto l’ambiente. La
voce si era sparsa con un passaparola degno di un gruppo di comari dal parrucchiere, e tutti i motociclisti conosciuti fino a quel momento chiedevano informazioni, davano consigli, criticavano…
LA RISPOSTA
Qualche giorno dopo, Carlone si presenta nell’atrio e dice:
- Ragazzi, ho parlato con il preside.
Cala il silenzio, tutti pendono dalle sue labbra…
- Per la verità non è che ci ha aiutato molto, ha cominciato a dire non so, regolamenti, senato
accademico, bacheca, gruppo universitario, statuti vari, non me ne occupo io, non m’interessa…
La delusione comincia a serpeggiare…
- Allora gli ho detto: preside, ma se la bacheca si prende da noi e si occupa senza fare nessun gruppo?
Lui mi ha risposto che le bacheche sono di tutti e che si può fare cosa ci pare, e allora io vi dico che questa bacheca (e indica la parete verde alle sue spalle) ora è nostra!
Lacrime di commozione, pacche sulle spalle, baci, abbracci… un gruppo di rudi motociclisti felici come
bambini…
LE PRIME DIFFICOLTA’
Il giorno seguente la bacheca aveva già la sua fisionomia: cartellone con scritto MOTOGRUPPO INGEGNERIA, lista degli iscritti, fotografie, annunci…
Restava da risolvere un solo problema: i bidelli, che almeno una volta la settimana ripulivano le bacheche e
buttavano via tutto il nostro lavoro.
Una volta, due volte, tre volte, poi circa 500 Kg di carne torva e minacciosa quasi equamente distribuita in quattro corpi si presentano dai suddetti bidelli:
- La bacheca del Motogruppo non va pulita, ci pensiamo noi.
- Ma è il nostro lavoro, bisogna togliere tutti i fogli e foglietti…
- La bacheca del Motogruppo non va pulita, ci pensiamo noi.
- Ma… noi… ordini… ripulire… preside…
- LA BACHECA DEL MOTOGRUPPO NON…
- Ok ok capito tutto, agli ordini!
EPILOGO
Da quella famosa mattina in cui tre amici ebbero la prima idea, il cammino del motogruppo è stato sempre in crescendo, fra nuove adesioni, uscite in moto, gite enogastronomiche, cene, festeggiamenti vari, cadute, incidenti, e adesso la ete… Cosa faremo domani?

